Felicità

Giuseppe Pugliese, settembre 2025

San Gennaro la guardò: “E’ bella sta guagliona, peccato che tene a capa sciacqua” pensò.
La vide attraversare di corsa, sfiorata da una macchina che andava decisamente troppo veloce in quella strada così affollata.
La seguì mentre saliva le scale di una vecchia palazzina nei pressi della Ferrovia.
La osservò entrare in una casa, al secondo piano, svestirsi in fretta e buttarsi sul letto per parlare subito al telefono con…
Con chi? Un’amica, un fidanzato, una sorella?
Decise di non indagare.
Doveva muoversi e guadagnarsela da sola quella vita che lineare non era, ma sai mai te?
L’avrebbe tenuta di conto e controllata di tanto in tanto, per intervenire solo e se avesse malauguratamente intrapreso una brutta strada.

* * *

Dopo tutti questi anni, oggi se l’è rimirata soddisfatto: “Hai visto Gennarì che in fondo tanto male non è andata anche senza il tuo diretto intervento? E ci sono pure ancora margini di miglioramento...” si disse tra sé e sé.
Le fece gli auguri silenzioso e discreto come al solito.
Vabbé no, questa era proprio una fessaria. Se caratterialmente fosse stato veramente così non sarebbe stato fatto patrono di Napoli… non avrebbe potuto reggere tutta la conturbante confusione di quella città.
Le diede un’ultima occhiata, dischiuse quella nuvola e fece uscire il sole: Ohiné che felicità!   

Immagine di ChatGPT

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