“Mi piace il salto rapido di un buon racconto, l’emozione che spesso comincia già nella prima frase, il senso di bellezza e mistero che si riscontra nei migliori esemplari”
(Raymond Carver)


Immagini di freepik.com
Giuseppe Pugliese

Gli omini neri delle quattro del mattino
Gli omini neri delle 4 del mattino hanno mani adunche e dita sottilissime. Scavano tra l’immondizia, ma non in cerca di cibo no, che a loro bastano insetti e vermi e la prelibatezza di uno scarafaggio, loro cercano oggetti astrusi e malandati da riparare, cose rovinate, maltrattate, a cui dare una seconda occasione, una nuova opportunità.
(continua a leggere)
C
L
Il tav
(continua a leggere)
Amedeo Rollo

15.000
15 mila, 15 mila, 15… 15… ho il cervello devastato.
Ma come avrò fatto ad accumulare un debito del genere in appena due serate al poker! 15 mila euro sono quattro mesi di taxi…
È buio fuori, l’acqua vien giù a secchiate. Ci sarà pure qualcuno che alle due di notte ha bisogno di un passaggio, di una destinazione… Maledizione!
(continua a leggere)
Caterina Traina

La chiacchierona
Il tavolo è libero, non c’è nessuno ad occuparlo – proprio ora se ne sono andati due tizi. Un odore di fumo mi entra nelle narici.
“Ci sediamo?
“Sì, volentieri.”
Così, seduta, aspetto e rido con le mie cugine. Arriva la cameriera.
(continua a leggere)
Giuseppe Pugliese

Increspature
Siamo sul terrazzo.
C’è una leggera brezza che increspa le acque ed agita anche l’ombrellone sotto il quale abitualmente sediamo per cena. Da quando é volato via in una giornata troppo ventosa per opporvi resistenza é stato sì recuperato e riparato, ma non é più lo stesso… neanche lui.
(continua a leggere)
Antonio Crescimanna

Il cappello
Sto per uscire di casa e capisco subito che qualcosa non funziona. Ho un presagio di sventura.
Il gancio dell’ingresso è vuoto. Il mio cappello non c’è. Resto fermo con il cappotto addosso e la mano sospesa a mezz’aria, pronta al gesto abituale: afferrare la tesa, sistemarla sulla testa con quel movimento breve, deciso, da uomo che sa dove comincia la giornata.
(continua a leggere)
Giuseppe Pugliese

Cuscini
Stanotte ho dormito poggiando il capo sul tuo cuscino e i tuoi pensieri hanno scompigliato i miei.
Ho fatto sogni strani, di cose che non mi appartengono.
Mi sono svegliato più e più volte senza trovarti accanto e senza ritrovare nemmeno me.
Da dove viene tutta questa insicurezza? Ma soprattutto dove mi porterà
(continua a leggere)
Antonio Crescimanna

E così sono morto
Non me l’aspettavo. Nessuno se lo aspetta davvero: lo dice, non ci crede. Eppure, eccomi qui, o meglio: eccomi là, sul pavimento della cucina, con il ginocchio destro piegato in un modo che da vivo non avrei tollerato. Il corpo continua senza di me. Dopo una vita passata a comandarlo, aspettava solo questo per ribellarsi.
(continua a leggere)
Giuseppe Pugliese

Sereno
“Sto vivendo una vita rarefatta. Mi aggrappo alle poche cose stabili, alle esigue passioni che ancora mi smuovono. Tutto pur di non pensare al futuro che mi attende e che, di certo, non sarà brillante. Il meglio è già passato e se qualche altra cosa buona verrà sarà più per casualità che per un piano preciso”.
(continua a leggere)
Caterina Traina
Un bravo ragazzo

Non voleva più ascoltare il notiziario, furti, omicidi, femminicidi, attentati.
Ingrid era felice solamente in casa con il figlio. Pensava solo a pulire casa, rifare i letti, spazzare per terra, pulire i bagni. Andava su e giù tra un piano e l’altro della casa. Era una donna energica, abituata alla fatica.
(continua a leggere)
Giuseppe Pugliese

Bimbo
Siamo tornati a viaggiare.
“Che cosa bella” sto pensando, ancora un po’ stranito. Sembra incredibile, ma anche una cosa così semplice e un tempo abitudinaria ora suona come una nuova esperienza da centellinare, da assaporare poco a poco.
(continua a leggere)
Giuseppe Pugliese

La sciarpa
Sta parlando al telefono da un buon quarto d’ora.
A voce così alta che è impossibile non ascoltarla.
E’ una donna minuta, abbastanza bella e molto ben vestita. A fianco a sé ha una elegante valigia e un soprabito alla moda.
(continua a leggere)
Fabrizio Del Monte

Perso
Era la sera del primo di aprile. Sulla spiaggia deserta Marco piangeva. La luce dell’orizzonte trafiggeva i suoi occhi umidi. Era la prima volta che si sentiva cosi perso. Non sapeva più dove andare. Una leggera brezza marina gli scompigliava i lunghi capelli. E l’ultimo raggio di sole scomparve.
(continua a leggere)
Fabrizio Del Monte

L’orecchio di Vincent
Vincent se ne andava a zonzo con in spalla un cavalletto, una tavolozza, e una sacca di cuoio con dentro tubetti di colore da lui confezionati e pennelli di setola di cavallo. Era una bella giornata di sole. Puntava al lago di Utrecht. Distava dieci chilometri dalla magione di suo fratello, in cui era ospite da qualche mese.
(continua a leggere)
Rosaria Russo

Operazione: figlia sospetta
Io non sono una donna paranoica. Io sono una donna preparata.
Perché se tua figlia ventenne, da un po’ di mesi, ti diventa misteriosa, ribelle, torna tardi la sera… tu non pensi: che brava.
Tu pensi: droga. O peggio.
Una sera mi decido. La seguo.
(continua a leggere)
Caterina Traina

Il tredicesimo rintocco
Bastiano entrò trafelato e tutto sudato in quel negozio. I capelli bagnati dalla pioggia gocciolarono a terra. Aveva in mano una sigaretta e in bocca masticava una gomma americana. La bocca cincischiava rumorosamente facendo scoppiare la gomma da masticare.
(continua a leggere)
Caterina Traina

La stella magica
Tanto tempo fa, una maga aveva dato in dono al popolo degli gnomi una stella magica con dei poteri benefici. Il re la custodiva in un giardino fiorito, appesa a un albero di ciliegio. Così, la stella magica rimase lì per lunghi anni. Gli gnomi erano gente pacifica e vivevano oltre i fiumi e le montagne, nei verdi boschi, in casette colorate.
(continua a leggere)
Caterina Traina

La sveglia
La sveglia suonò, ma Claudio continuò a dormire ignorando qualsiasi avvertimento. Era stanco e aveva sonno, dopo quello che era successo quella notte. La mattina a scuola era stato invitato dal suo compagno Luigi alla festa in maschera che si sarebbe tenuta la sera.
(continua a leggere)
Rosaria Russo

La partitura del cielo
Guardo il cielo ogni sera. Da che ho memoria. Non è un’abitudine, è un bisogno: come respirare o ricordare di essere viva. Quando sono felice, alzo gli occhi per ringraziare quelle luci lontane, quando sono triste, lo faccio per non sentirmi sola.
(continua a leggere)
Caterina Traina

A lume di candela
Luca si ritrovò all’improvviso completamente al buio mentre era solo in quella casa così grande. Un fulmine aveva colpito i pali della luce e così anche tutto il vicinato ora era rimasto al buio.
(continua a leggere)
