Timo per gli amici

Giuseppe Pugliese, ottobre 2025

Benché non fosse ancora il giorno giusto, volle assolutamente indossare quel costume da fantasmino che tanto gli piaceva.
Banalissimo peraltro. Un classico lenzuolo bianco con due buchi per gli occhi e proprio niente più.
La mamma avrebbe voluto confezionargliene un altro di un mostro a sua libera scelta, ma lui non ne aveva voluto sapere e così lei si era limitata a cucire degli orli al lenzuolo; che almeno non vi inciampasse quel fetentello. Era riuscita solo a comprargli delle nuove scarpe da ginnastica bianche immacolate che poi lui avrebbe potuto utilizare anche in seguito e pertanto non sarebbero stati soldi buttati.
Timoteo, Timo per gli amici, prese ad aggirarsi in casa e poi in giardino tentando di spaventare nell’ordine gatto (che rimase del tutto indifferente), nonna (che per pura accondiscendenza fece finta di impaurirsi) e cane (che invece, avendolo ovviamente riconosciuto dall’odore, gli corse incontro facendogli mille feste).
Allora, un po’ deluso, attraversò la strada e andò a bussare alla porta dei vicini. La signora Ida lo accolse con un finto “Ohhh” di stupore e poi gli allungò due caramelle due anche se non era ancora il momento giusto per presentarsi per dolcetto o scherzetto, come ebbe a ricordargli.
“Vabbé” si disse Timo “Per forza non faccio paura a nessuno: è pieno giorno, mi riconoscono tutti!”. E dopo aver fatto questo tutto sommato corretto ragionamento si sfilò il costume pronto a reindossarlo con rinnovato entusiasmo al momento opportuno.
E infatti la sera dopo, quella fatidica, i suoi amichetti vennero a cercarlo per andare in giro insieme  e di fronte ai loro variegati costumi Timo si sentì un po’ sciocco ad aver rifiutato le proposte di sua madre.
Partirono entusiasti. Tuttavia dopo uno scarso paio d’ore si sedettero su un muretto piuttosto sconsolati a far la conta del misero ricavato della serata. O la gente non era in casa oppure intravedendoli dallo spioncino non gli apriva. La nonna di Marco invece gli aveva addirittura rifilato dei biscotti muffiti da tempo! 
Decisero di proseguire ancora un po’ e giunti all’ultima casa in fondo alla via ebbero una bella sorpresa: la zia della Betty aveva appositamente preparato una bella torta con panna e cioccolato e c’erano anche coca e aranciata ad attenderli.
Così si rianimarono e nel rientrare verso casa fu tutto un correre inseguirsi acchiapparsi e lasciarsi andare. Si salutarono tutto sommato felici della serata.
Mamma inorridì nel vedere quanto era ora sporco quel lenzuolo e avrebbe voluto buttarlo direttamente nel secchio, ma lui la pregò di lavarglielo e riporlo con cura che magari anche il prossimo anno avrebbe potuto utilizzarlo. Con uno sguardo di tenero compatimento la mamma eseguì.   

* * *

Oggi è Luca, suo figlio, che indossa trepidante quel vecchio costume. Gli ha raccontato un sacco di fole al riguardo. Ha esagerato. Ma ecco che arrivano gli altri bimbi. Partono tutti insieme ridendo. Vorrebbe essere uno di loro e, forse, in fondo in fondo, ancora lo è.

Immagine di Freepik

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