L’ultimo addio

Franca Pichierri, ottobre 2025

Mi ricordo un giorno d’inverno, a Trieste, in riva al mare. Avevo fatto apposta quella
passeggiata, perché volevo rimanere da sola, a pensare. Il freddo era pungente. La bora soffiava forte, facendo alzare minuscole goccioline di acqua di mare che mi finivano in faccia, sulle labbra: sentivo l’amaro del sale.
Dovevo ancora elaborare il lutto della perdita di mia sorella, ed erano già passati cinque mesi.
Il freddo mi era entrato nelle ossa, mi aveva congelato anima e pensieri. A vista degli altri, potevo sembrare una pazza che camminava controvento, tutta sola: eppure, sentivo che dovevo farlo, per entrare in contatto con il mio dolore e sublimarlo.
Tornata a casa, l’acqua calda della doccia non bastò a scaldarmi: il freddo restava dentro di me, un freddo agghiacciante. Ma, almeno, riuscii a piangere. Le lacrime si confusero con l’acqua della doccia; ero riuscita a sbloccare il mio dolore.
Ma era appena l’inizio di un percorso che sapevo, già da allora, sarebbe stato difficile. Irto di dolore, anche fisico, per la perdita di una persona che è stata un punto fermo della mia vita, che mi ha fatto da madre, che mi ha sollevato nei momenti di crisi. Che mi ha aiutato in tutto: a crescere, mi ha insegnato a parlare. Mi ha insegnato le cose della vita che io, ingenua, non avevo ancora capito. A questo serve l’elaborazione del lutto: a sublimare solo le cose belle che hai vissuto con la persona che hai perso.
Dicono che ti accorgi del valore delle cose e delle persone che avevi, soltanto quando le perdi. E’ esatto. Quando hai sempre vicino la persona a cui vuoi bene, ti fidi di lei, le dai tutto il tuo amore e il tuo tempo. Quando lei non c’è più, superato lo choc della perdita, cominci a ragionarci sopra. Scopri cosa hai perso: ti rendi conto di quanto valesse per te. Le volevi bene, ti ha accompagnato per un pezzo di vita. Con lei hai riso, hai pianto, hai litigato… hai vissuto.
Ci vuole fortuna a trovare una persona speciale. Io ce l’avevo: era mia sorella Laura. Mi è stata portata via troppo presto. Restano i ricordi, ma non è la stessa cosa, non lo sarà più.
Da questa mia camminata solitaria, combattendo con i refoli di bora, ho imparato che nel dolore più assoluto, troverai sempre uno spiraglio per accettarlo, per andare avanti. Nel ricordo di una dolce persona che mi ha amata sinceramente. Resterà per sempre la mia sorellina, la mia dolce Laura.

Immagine di ChatGPT

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