Un bravo ragazzo
Caterina Traina, marzo 2026

Non voleva più ascoltare il notiziario, furti, omicidi, femminicidi, attentati.
Ingrid era felice solamente in casa con il figlio.
Pensava solo a pulire casa, rifare i letti, spazzare per terra, pulire i bagni. Andava su e giù tra un piano e l’altro della casa. Era una donna energica, abituata alla fatica. Era separata dal marito da diversi anni, aveva provato a rifarsi una vita, ma aveva preso solo grosse delusioni. Era stata anche licenziata dal lavoro, ma non si era abbattuta, anzi, si è subito rimboccata le maniche e trovato un altro lavoro.
La sua grande soddisfazione e orgoglio era suo figlio Enrico. Un ragazzo modello, nello studio e nello sport. Enrico era un campione di nuoto, aveva vinto tante medaglie e comunque si classificava sempre nelle prime posizioni. Era fidanzato con Ilaria, una ragazza buona, senza grilli per la testa.
La madre, però, non poteva immaginare che suo figlio avesse anche una vita diversa, una copertura da bravo ragazzo.
La sera quando usciva con gli amici diventava spavaldo, fumava, beveva alcolici e si faceva anche qualche canna. La cosa peggiore, però, era che partecipava alle corse clandestine con le macchine, scommettendo i soldi che la mamma guadagnava lavorando. Una sera le corse finirono in tragedia e tutti i ragazzi coinvolti finirono in questura.
Quando Ingrid arrivò in centrale e seppe dell’accaduto, si dispiacque per quel suo figlio che credeva fosse un bravo ragazzo e invece scoprì essere un diavolo.
Si diede tutte le colpe, ma Enrico, pentito, le chiese perdono dicendo “Scusa, ti ho deluso, non sono un figlio perfetto”
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