Increspature
Giuseppe Pugliese, maggio 2026

Siamo sul terrazzo.
C’è una leggera brezza che increspa le acque ed agita anche l’ombrellone sotto il quale abitualmente sediamo per cena. Da quando é volato via in una giornata troppo ventosa per opporvi resistenza é stato sì recuperato e riparato, ma non é più lo stesso… neanche lui.
Il tempo passa, gli anni scorrono e noi cerchiamo di non pensarci, di ridere e scherzarci su; di tenere a fondo i ricordi che ci fanno male e a galla invece un futuro che progettiamo accuratamente ma che forse non verrà o per lo meno non come desidereremmo avvenisse.
Spesa regolarmente fatta, ma nessuna voglia di cucinare stasera. Ci siamo concessi un turno di riposo. Mangiamo del cibo pronto preso in una rosticceria qui vicino ed è buonissimo. Ci siamo limitati solo a riscaldarlo un po’.
Beviamo il giusto, senza eccedere, e i dolci finali sono semplicemente fantastici. Mi lecco letteralmente le dita.
Restiamo a goderci il fresco anche se a un certo punto mi tocca andar giù, a prendere una felpina leggera per uno; giusto proprio perché non c’abbiam più il fisico…
Poi spegniamo anche la luce per vedere meglio le stelle e ci avviciniamo al parapetto per guardare più da vicino il mare e le poche barche che ancora vanno oppure vengono in cerca di approdo.
Ci abbracciamo e rimaniamo un po’ in silenzio a desiderare intensamente quell’unica cosa che non potremo mai ottenere: essere immortali.
Immagine di ChatGpt

