La chiacchierona
Caterina Traina, maggio 2026

Il tavolo è libero, non c’è nessuno ad occuparlo – proprio ora se ne sono andati due tizi. Un odore di fumo mi entra nelle narici.
“Ci sediamo?
“Sì, volentieri.”
Così, seduta, aspetto e rido con le mie cugine. Arriva la cameriera.
“Tre caffè schiumati, per favore.”
“Sì, subito.”
Il sole fa un po’ capolino; c’è gente che passeggia. Bello, mi godo la giornata. Non sempre, però, tutto è idilliaco… ecco, ad esempio, una di quelle conoscenti che si avvicina e già da lontano ti saluta facendosi sentire. È grossa, con capelli corti e un sorriso smagliante. Passa di lì per fare la spesa o prendere il pane. La conosco da sempre, con il suo modo stravagante.
È curioso vederla per strada: si ferma con tutti a parlare. Tutti le rispondono per cortesia.
Ecco, mi hai vista. Cerco di fare la vaga, ma è troppo tardi, mi hai beccato.
“Ciao, tutto bene ragazze?”
“Ciao, sì, tutto bene,” rispondo con un mezzo sorriso.
Non finisco che già ha iniziato a parlare… Spero che duri pochi minuti il suo interloquire.
Parli, una valanga di parole una dietro l’altra. Non fai pause, mi sorprendi con quel lessico articolato. Gesticoli, io ti guardo e sospiro: ‘Basta, ti prego!’ nella mia mente! Assaporo il caffè, ma tu continui a parlare senza sosta. Non vorrei mai averti incontrata, ma tu sei stata la prima a incrociare lo sguardo. Povera me, mi dico… Sì, sei simpatica, ma parlare non è il mio forte. Tu sì che sei chiacchierona! Provo compassione e una certa insofferenza; la testa mi scoppia di tutte quelle tue parole che girano confuse. Le vedo ridondanti e mi inseguono; ho forse allucinazioni… Parli, parli e parli ancora. Come fai, non lo so; la lingua non ti si è prosciugata?
Sto scappando in un angolo remoto del mio cervello; lì trovo finalmente sollievo e tranquillità. Le tue parole svaniscono come magia. Niente mi turba. Che bello, ora qui ho tutta la serenità: le tue chiacchiere non entrano.
A volte si parla inutilmente, forse per dare sfogo allo stress e a ciò che ci dà tristezza, riversandolo sugli altri.
Ti vedo e con calma ti sorrido e faccio finta di capire ciò che dici. Mamma mia, che pazienza ci vuole! Quando vai via, tiro un sospiro di sollievo, ora posso uscire dal mio angolo.
Poverina, non lo fai apposta; sei così…
Oh, che mattinata! Ora mi ci vuole un altro caffè!
Immagine di Magnific

