15.000

Amedeo Rollo, maggio 2026

15 mila, 15 mila, 15… 15…  ho il cervello devastato.
Ma come avrò fatto ad accumulare un debito del genere in appena due serate al poker! 15 mila euro sono quattro mesi di taxi…
È buio fuori, l’acqua vien giù a secchiate. Ci sarà pure qualcuno che alle due di notte ha bisogno di un passaggio, di una destinazione… Maledizione! Non si vede anima viva, le luci dei lampioni fanno fatica a penetrare questo buio bagnato.
Nicola me l’ha detto forte e chiaro: “Se non paghi entro una settimana ti tolgo tutto, taxi e licenza”.  È tipo che non si fa scrupoli, a cui non importa delle famiglie degli altri, è il tipico ras di quartiere.
Giro l’angolo e prendo un senso unico, in fondo sul bordo del marciapiede intravedo la sagoma di un uomo con l’ombrello.  Rallento e accosto. Mi fa un cenno, capisco che vuole salire. Mi fermo. Il tizio s’infila nella vettura e lo fa con tanta fretta che l’ombrello fatica ad entrare. Mi sta bagnando l’abitacolo.
Dove la porto?”, domando.
Largo dei Caprettari”, risponde.
 È un omino piccolo, con un riporto esagerato, due lenti esagerate e un muso che ricorda quello di un topo. Sembra uscito dalla matita di Hanna e Barbera!
Non c’è traffico ed anche i semafori hanno smesso di funzionare. Arriviamo in pochi minuti tanto che il tassametro segna appena 20€, che per una tariffa notturna corrisponde a pochi chilometri.
Sono stanco… il pensiero dei 15 mila mi sta uccidendo.
Torno in garage, spengo il motore, scendo dalla vettura e vado a controllare i sedili posteriori, voglio vedere quanta acqua ha lasciato quel maledetto ombrello.
Un portafoglio di pelle marrone se ne sta lì sulla tappezzeria, beato, come se qualcuno lo avesse lasciato di proposito.
Soldi, tanti soldi, sono tutte banconote da 500 €. Le conto: 30 banconote da 500 €… una coincidenza? Un miracolo? Un’ancora di salvezza?
Rifaccio il calcolo e torna il 15 mila!
Non riesco a prendere sonno, l’adrenalina è tanta. Tutte banconote da 500€, un taglio sospetto.
Poche ore dopo sono il primo a fare colazione. Non dico nulla a casa. Il pensiero è sempre lì, alle 30 banconote da 500 €. Ormai la mia testa è una calcolatrice in loop, ripete in continuazione: 30 banconote per 500 euro l’una fa 15.000 €!
Sono certo, il “topastro” è un “money mule”, uno di quelli che trasportano denaro sporco, frutto di chissà che cosa. C’è qualcuno o qualcosa di più grosso dietro.
«Pago il mio debito o cerco il proprietario del portafoglio?»
Il dubbio è presto sciolto… e non da me.
Appena arrivo in garage il custode mi avvisa che ha ricevuto la visita di due personaggi uno dei quali assomigliava ad un topo.
Gli aveva dato il mio indirizzo. Mi parla dei mezzi convincenti che hanno usato per ottenerlo.
Ecco fatto, punto e a capo: 15 mila, 15 mila, 15…15… Il tarlo è sempre lì che scava…
Trascorsa qualche ora mi squilla il telefonino: “chiamata anonima”.
Pronto”, rispondo , ”Taxi Genova 27”.
Buongiorno Genova 27, telefono per conto del signore che l’altra notte ha portato a Largo dei Caprettari”.
Non lo lascio terminare che subito replico: “Ho il suo portafoglio…
Bene, spero che ci sia anche il contenuto?” risponde con voce gentile ma dal tono sarcastico.
Sì, si certo
Bene, se me lo porta al 25 dei Caprettari saprò come ricompensarla”.
E mette giù, fine della conversazione.
A Largo dei Caprettari 25 c’è un palazzetto barocco con un solo citofono. Niente nomi. Suono e il portone si apre, salgo una breve scalinata; ad accogliermi sull’uscio c’è una giovane cameriera con la sua crestina bianca. Mi fa accomodare su un Chesterfield marrone e mi chiede se desidero bere qualcosa.
Ringrazio e rispondo di no.
Mi avvisa che da lì a poco sarebbe arrivato il padrone di casa.
Un uomo sulla cinquantina, capelli grigi, fronte alta, naso importante, compare in fondo alla stanza.
E così ha trovato il portafogli nel retro del suo taxi…”. Dice con un timbro di voce acuto, quasi femminile, in contrasto con l’aspetto. E continua: “Devo ringraziarla per questo comportamento. Mi dica, cosa fa oltre a portare il taxi?”.
Sotto pressione come sono, comincio a raccontare della mia passione per il gioco, dei 15.000 euro di debito, delle minacce ricevute, della famiglia che non sa niente…
Bene, penso proprio di poterle dare una mano con i suoi guai, mi dica dove posso trovare questo Nicola. Vedrà che tutto si aggiusta”. Il tono è inquietante…
Mi congeda abbastanza in fretta, niente stretta di mano, solo un laconico “A presto”!
Salgo in macchina e non sono affatto tranquillo: ma come mi è saltato in mente di dire i fatti miei ad uno sconosciuto? Appena ho il sentore che qualcuno possa aiutarmi ecco che subito spiffero tutto. A Roma si dice che sono il classico tipo che non sa tenersi un cece in bocca! Voglia di sfogarmi? Una involontaria richiesta d’aiuto?
Passano tre giorni e la telefonata arriva:
Genova 27?” Riconosco il tono. “Tutto a posto, ho parlato col suo amico Nicola e mi ha assicurato che nessuno le toglierà né la macchina né la licenza e pensi che gli ha abbonato anche il debito. Venga da me dopodomani pomeriggio alle 5 che ne parliamo, contento? L’indirizzo lo conosce!”.
Non ho il tempo per la risposta, la conversazione si chiude lì.
Due giorni con la testa in ebollizione… I sentimenti sono contrastanti, sono felice per il debito saldato, ma terrorizzato per il colloquio che mi aspetta…
Alle 17 in punto mi trovo di nuovo sul Chesterfield marrone ad ascoltare le parole del padrone di casa.
Ed è così  che vengo a sapere di avere un nuovo incarico: d’ora in avanti dovrò prendere ed accompagnare delle persone che mi verranno di volta in volta indicate. Tutto deve essere fatto con la massima discrezione. Niente domande e tutto andrà bene.
Uno scambio di favori che, ne sono certo, mi costerà ben più dei 15 mila del debito!

Immagine di Magnific

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