Nequizia
Cristina, luglio 2026

L’umanità ha inventato mille divinità, Dei crudeli, bellicosi, buoni e misericordiosi, Dei della Natura. Nessuno ha mai pensato a me, ha mai innalzato templi in mio nome, né mi ha rivolto preghiere. Non mi duole per questo, anzi ne gioisco, perché amo il segreto e l’incognito. La dea con cui posso essere confusa è forse la Tyche del mondo greco o la romana Fortuna, spesso raffigurata in modo ridicolo come una donna in equilibrio su una sfera. Non ho niente da spartire con queste divinità mediocri, sebbene anche io condizioni il destino umano.
Il mio nome è Nequizia, sono crudele, iniqua, malvagia, con me non c’è scampo.
In origine non ero così. Guardavo con una certa condiscendenza al genere umano, provando una sorta di pena per esseri cui era concesso un tempo tanto breve da vivere: pochi anni o a volte solo pochi secondi, il tempo che la divinità suprema, la Sorte, fissa per ciascuno di loro.
Nulla e nessuno può cambiare quel tempo, neanche io.
Man mano che osservavo quei mostriciattoli muoversi freneticamente sulla terra, riproducendosi e occupando spazio, ho cominciato a odiarli e tutto il mio impegno da allora si è concentrato nel rendere le loro vite infelici.
Il compito non era difficile, perché sono creature piene di contraddizioni, capaci anche da sole di complicare le proprie esistenze e cadere nella più nera disperazione.
Presto la loro infelicità non mi è più bastata e ho desiderato che scomparissero dalla faccia della terra. Non potendo eliminarli io direttamente, ho cominciato a operare affinché provvedessero essi stessi alla loro estinzione. Sto lavorando da tempo a questo obiettivo.
Li ho studiati con attenzione. Sono esseri dotati di un cervello che, messo in grado di funzionare al meglio, consente loro di sviluppare conoscenze e raggiungere notevoli risultati in vari settori, soprattutto tecnici e scientifici. Il mio primo impegno è stato far sì che la maggior parte di umani facesse lavorare il meno possibile questo organo, limitando tutto ciò che lo possa stimolare, come istruzione, cultura e creatività. Per loro natura tendono inoltre alle dipendenze: da droghe, dalle manie più varie e soprattutto da altri simili che condizionano le loro azioni e i loro pensieri e che innalzano a capi.
Con cura ho identificato le figure in grado di diventare leader, che per i miei fini devono essere dotate di caratteristiche precise: con un forte ego, furbe ma non intelligenti, ignoranti, senza scrupoli, capaci di creare entusiasmo assecondando le esigenze più immediate e gli istinti bestiali. Questa combinazione – leader spietato e massa ignorante – provoca conseguenze magnifiche e letali, come azioni infami, ingiustizie, guerre, fino allo sterminio di intere comunità. Tutto ciò è per me fonte di profondo piacere, ma non è sufficiente per raggiungere l’agognata fine della specie. Per ottenere questo obiettivo ci vuole un po’ di pazienza, ma ho predisposto ogni cosa con cura.
La razza umana nel suo sviluppo non è solo cresciuta numericamente ma anche nella capacità di sfruttare tutte le risorse a sua disposizione, che non sono infinite. La sua presunzione di essere la padrona del mondo e la sua rapace volontà di accaparrarsi ogni bene senza rispetto, presto la porterà alla fine sperata. I segni di questo processo sono già visibili e non si può tornare indietro. Io mi limito ad aiutare questo sviluppo naturale facendo sì che coloro che governano il mondo – dittatori, monarchi, leader supremi, magnati dell’economia, rappresentanti dei governi democratici – non vedano o non vogliano vedere cosa sta succedendo e soprattutto non ascoltino quanti da decenni lanciano gridi di allarme per la salvezza della razza umana. Anche in questo caso il mio compito non è eccessivamente difficile perché il cosiddetto homo sapiens (il nome fa veramente ridere, ma se lo è dato da solo!) per sua natura tende a pensare al proprio utile immediato e non al futuro delle generazioni che verranno.
In questo momento il mio impegno principale è tenere sotto controllo il mondo scientifico, che analizza la realtà e cerca soluzioni possibili, ma anche altri umani, apparentemente innocui ma estremamente pericolosi. Sono quelli che invece di pensare ai loro interessi individuali, si impegnano per il benessere della loro specie, si occupano di risvegliare le coscienze, credono a parole insopportabili come solidarietà, empatia, pietas verso gli altri e le applicano nelle loro vite. Devo vigilare affinché il numero di questi infami non aumenti, ma ad oggi – anno dell’umanità 2026 – la situazione è tutta a mio favore. Manca poco e io so aspettare.
Immagine di ChatGPT

