Le persone come me
Giuseppe Pugliese, agosto 2026

Le persone come me non sanno mai cosa dire. E restano sedute in disparte ad ascoltare.
Le persone come me si stendono sull’erba a guardare quietamente il modificarsi delle nuvole sospinte in cielo da una brezza leggera. E fantasticano, in solitaria, di grandi avventure.
Le persone come me stanno sotto l’ombrellone al riparo dal sole e dagli sguardi altrui e non condividono gli schizzi dei bambini, non partecipano alla loro naturale allegria, al benessere che ne deriva.
Le persone come me sono solitarie e immusonite, pronte a criticare qualsiasi cosa non si adegui al loro incostante umore con uno sguardo, un sopracciglio appena inarcato.
Le persone come me si interessano a diete elaborate e prelibatezze da chef e poi ingrassano mangiando schifezze e invecchiano e inacidiscono proprio come tutte le altre.
Le persone come me sono piene di contraddizioni che non riconoscono come tali.
Le persone come me sopravvivono, si trascinano stancamente alla ricerca di una sempre più rara e sterile risata.
Le persone come improvvisano plateali stati d’animo e si accendono e spengono per un nonnulla.
Le persone come me recepiscono sensibilità difformi e intermittenti. Talvolta si mettono alla prova.
Le persone come hanno difficoltà di interazione e ne subiscono le conseguenze.
Le persone come me hanno limiti evidenti e sorprendono per la loro ingenuità.
Le persone come me provano disappetenza cronica nei confronti dell’affetto: ma è che non gli basta mai.
Le persone come me si appassionano ma poi…
Le persone come me, in definitiva, non esistono.
Immagine di ChatGPT

